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BIOGRAFIA

1894
Osvaldo Licini nasce il 22 marzo a Monte Vidon Corrado.

 

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1902
I genitori si trasferiscono a Parigi, mentre il giovane Osvaldo rimane nel paese natale con il nonno Filippo. Il padre Vincenzo, abile disegnatore, è cartellonista, la madre Amedea Corazza direttrice di una casa di moda, la sorella Esmeralda sarà ballerina all’Opéra.

 

1908—1914
Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Suoi compagni di studi sono Giorgio Morandi, Mario Bacchelli, Giacomo Vespignani e Severo Pozzati. Si avvicina al Futurismo.

 

1913
A Monte Vidon Corrado scrive I racconti di Bruto.

 

1914
Espone per la prima volta in una collettiva artistica allestita all’Hotel Baglioni di Bologna definita la mostra dei secessionisti: all’inaugurazione partecipa anche Marinetti. Si trasferisce a Firenze dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti per studiare scultura.

 

1915
Parte per la Grande Guerra e rimane ferito ad una gamba. Conosce un’infermiera volontaria di nazionalità elvetica, Beatrice Müller, dalla quale avrà l’unico figlio Paolo.

 

1917
Convalescente, è in licenza a Parigi presso la madre. Si immerge nella vita artistico- culturale della capitale. Conosce Picasso e altri artisti del periodo; stringe amicizia con Modigliani.

 

1918—1920
Presumibilmente è a Firenze presso lo zio Lucio.

 

1921—1926
Alterna soggiorni a Parigi con permanenze temporanee a Monte Vidon Corrado, a Fermo, dove è insegnante presso l’Istituto Tecnico Industriale, a Montefalcone, ospite di Felice Catalini e a Porto San Giorgio, presso l’amico Acruto Vitali. A Parigi svolge un’intensa attività espositiva, prima presso i caffè di Montparnasse, poi alla Société nazionale des beaux-arts, al Salone degli artisti indipendenti, alla Closerie des Lilas.

 

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1926
Partecipa alla Prima Mostra del Novecento Italiano tenuta presso il Palazzo della Permanente a Milano. Sposa la pittrice svedese Nanny Hellström e si trasferisce definitivamente a Monte Vidon Corrado.

 

1927—1928
Grazie all’amico pittore Mario Tozzi, partecipa all’Esposizione d’arte italiana in Olanda ad Amsterdam e alla collettiva Les artistes italiens de Paris a Parigi.

 

1929
Espone alla II Mostra del Novecento Italiano. Compila il Questionario Scheiwiller.

 

1930
Partecipa alle due mostre itineranti del Novecento a Basilea e a Berna.

 

1931
Soggiorna in Svezia presso i parenti della moglie e continua l’attività espositiva: I Quadriennale di Roma e Il Novecento Italiano - Nutida italiensk konst a Stoccolma.

 

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1935
È l’anno chiave del Licini “astratto”. Partecipa alla II Quadriennale romana e alla Prima mostra collettiva di arte astratta a Torino. In maggio tiene la sua prima personale in Italia presso la galleria Il Milione a Milano. Accompagna la mostra un’autopresentazione: Lettera aperta al Milione.

 

1936
Prende parte alla Mostra d’arte astratta a Roma e alla Mostra di pittura moderna italiana a Como.

 

1937
È nella collettiva Venti firme alla galleria Il Milione

 

1938
Si reca in Svezia; al ritorno si concede un soggiorno in Francia. Inizia la corrispondenza con Franco Ciliberti, che in quell’anno aveva fondato il movimento e la rivista Valori Primordiali.

 

1939
Partecipa al Trentennale della fondazione del Futurismo. Espone alla III Quadriennale di Roma.

 

1941—1947
A seguito dell’evoluzione degli eventi bellici europei, decide «di non mostrare, di non esporre e di non vendere per tutta la durata della guerra».

 

1944
Accetta di rappresentare il Partito Comunista Italiano nel locale Comitato di liberazione.

 

1946
Viene eletto sindaco di Monte Vidon Corrado.

 

1948
Riprende l’attività espositiva partecipando alla XXIV Biennale di Venezia.

 

1950
Espone alla XXV Biennale di Venezia.

 

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1951
È presente ad una collettiva presso la Galleria Bompiani a Milano, invia alcune opere alla Prima Biennale di San Paolo in Brasile e alla mostra Pittori d’oggi Francia-Italia a Torino.
Viene rieletto sindaco.

 

1953
Partecipa alla mostra Nutida italiensk konst organizzata dalla Biennale di Venezia a Stoccolma e poi a Helsinki. Compie un viaggio a Parigi.

 

1954
Partecipa alla Mostra nazionale d’arte astratta a Macerata.

 

1957
In autunno compie un viaggio a Basiliea con l’amico Dania e a Parigi. Espone una trentina di opere alla V edizione della mostra Pittori d’oggi Francia-Italia a Torino, a cura di Luigi Carluccio.

 

1958
A febbraio al Centro Culturale Olivetti di Ivrea, con la curatela di Giuseppe Marchiori, vengono esposte 62 opere dal 1921 al 1957. Partecipa alla XXIX Biennale di Venezia con 53 opere realizzate tra il 1925 e il 1958: la presentazione è a cura di Umbro Apollonio. Vince il Gran Premio Internazionale di Pittura. L’ultima occasione espositiva è la Mostra d'arte italiana contemporanea nelle collezioni pratesi che si tiene nel mese di settembre. Muore a Monte Vidon Corrado l’11 ottobre.