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OSVALDO LICINI-GIORGIO MORANDI: DIVERGENZE PARALLELE

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Il prossimo 25 giugno si aprirà a Palazzo dei Priori di Fermo e presso il Centro Studi “Osvaldo Licini” di Monte Vidon Corrado la mostra “Licini - Morandi. Divergenze parallele”, a cura di Marilena Pasquali e Daniela Simoni, promossa dalla Provincia di Fermo, dai Comuni di Fermo e Monte Vidon Corrado, dai Centri Studi “Osvaldo Licini” di Monte Vidon Corrado e “Giorgio Morandi” di Bologna, con il sostegno della Regione Marche, della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e della Camera di Commercio di Fermo. Main sponsor la Bros Manifatture Srl di Montegiorgio.

 

Il Comitato Scientifico è composto da Maria Vittoria Marini Clarelli (Soprintendente alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma), Fabrizio D’Amico (Studioso di chiara fama, già docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Pisa), Gabriele Barucca (Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico delle Marche), Marilena Pasquali (Presidente Centro Studio “Giorgio Morandi”) e Daniela Simoni (Presidente Centro Studi “Osvaldo Licini”), mentre la realizzazione della mostra è a cura del Centro Studi “Osvaldo Licini” di Monte Vidon Corrado e del Centro Studi “Giorgio Morandi” di Bologna.

 

“Licini - Morandi. Divergenze parallele”, basandosi su nuove ricerche storico-documentarie, approfondisce il rapporto artistico e umano che per quasi cinquant’anni, fra alti e bassi di comprensione e di condivisione, ha unito i due artisti, protagonisti dell’arte italiana del XX secolo, diversi per scelte linguistiche e modalità espressive ma in piena sintonia sul piano del metodo e delle fondamentali scelte di poetica. Saranno esposti 40 lavori per ogni artista, per un totale di 80 opere che vanno a coprire tutto l’arco temporale dell’incontro-confronto tra Morandi e Licini, dal 1909 – anno in cui i due giovani si incontrano all’Accademia di Belle Arti di Bologna – al 1958, data della morte di Licini. Un ricco corredo documentario introdurrà la mostra articolata in cinque sezioni ospitate a Palazzo dei Priori di Fermo, e nella sezione “Ut Pictura Poësis: Licini-Leopardi-Campana- Morandi” (dipinti, opere su carta e documenti sui temi del paesaggio e della fascinazione lunare), allestita al Centro Studi Osvaldo Licini.

Le cinque sezioni previste nel Palazzo dei Priori di Fermo sono:

 

1. La formazione condivisa all’Accademia di Belle Arti di Bologna, l’interesse per il futurismo, la mostra all’Hotel Baglioni, gli anni di guerra (1909-1917) con documenti d’Accademia e primi elaborati dei due giovani artisti, oltre ad alcune prime opere particolarmente significative. Sarà oggetto di approfondimento documentario la mostra del 20 e 21 marzo 1914 all’Hotel Baglioni di Bologna.

 

2. Gli anni Venti: la «trazione verso il reale» in Licini e Morandi con opere che documenteranno la fase di intensa sperimentazione che caratterizza la ricerca di entrambi gli artisti, ancora legati ad un linguaggio figurativo: Licini sul versante stilistico e tematico, Morandi su quello cromatico e materico.

 

3. Le scelte diverse degli anni Trenta e la polemica del 1939. Mentre Morandi attraversa una fase di estrema inquietudine interiore, che si riflette in opere tese e vibranti, Licini matura la scelta astratta. Approfondimenti documentari saranno dedicati ai rapporti fra Licini, Morandi – da un lato – e Gino Ghiringhelli e la Galleria del Milione di Milano – dall’altro – oltreché al dissidio profondo che si crea tra i due artisti in occasione della III Quadriennale romana.

 

4. La solitudine degli anni di guerra e la nascita dei capolavori (1940-1945). Sono gli anni in cui Licini mette a punto la sua personalissima iconografia del ‘figurativismo fantastico’, avvicinandosi a “Valori Primordiali” di Franco Ciliberti; Morandi dipinge alcuni fra i suoi massimi capolavori, dando vita a paesaggi in bilico tra assenza e senso della morte.

 

5. Il riavvicinamento del dopoguerra (1946-1958). Perfezionate ognuno le proprie scelte espressive e linguistiche, i due artisti ritrovano l’accordo, la stima e l’amicizia degli anni della giovinezza, ciascuno riconoscendo il valore della ricerca dell’altro e – contestualmente – ottenendo entrambi un prestigioso riconoscimento critico, con l’assegnazione del Gran Premio Internazionale di Pittura alla Biennale di Venezia (Morandi nel 1948 e Licini dieci anni dopo, nel 1958).

 

Saranno infine esposti alcuni dipinti di Giorgio Morandi, realizzati nei sei anni successivi alla morte di Osvaldo Licini, avvenuta nell’ottobre 1958 (Morandi scompare nel giugno 1964). Un approfondimento documentario verrà riservato al rapporto di amicizia che lega entrambi a Giuseppe Marchiori.

 

Il catalogo, articolato in capitoli analoghi ed arricchito da documenti inediti, presenterà saggi e contributi di Marilena Pasquali, Daniela Simoni, Fabrizio D’Amico, Maria Vittoria Marini Clarelli, Raffaele Milani, Mattia Patti e Osvaldo Rossi.