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ESPOSIZIONE TEMPORANEA

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Fin dall’apertura la casa museo Osvaldo Licini ospita temporaneamente alcune opere pittoriche dell’artista di collezione privata, offrendo così ai visitatori l’opportunità di vedere dipinti che di solito non sono fruibili dal pubblico. Le opere esposte attualmente sono di provenienza marchigiana.

 

marina

 

La Marina già esposta ma per la prima volta pubblicata, è un dipinto del 1921 appartenuto ad uno dei più cari amici di Licini, il poeta Acruto Vitali di Porto San Giorgio, con cui ha intrattenuto un’intensa corrispondenza documentata dalla fine degli anni Venti al 1945. Quello delle marine è uno dei temi principali della fase figurativa di Licini, dipinte sia a Porto San Giorgio che durante i soggiorni in Costa Azzurra. La presenza dell’esile palmetta fa di questo poetico quadretto un unicum.

 

la-torre-di-montefalcone

 

Anche La Torre di Montefalcone del 1922, è stato esposto ma mai riprodotto in catalogo. Il dipinto fa parte di una serie di paesaggi dell’antico borgo montano, dove Licini negli anni Venti soggiornava spesso presso l’amico Felice Catalini (Felicì) di Grottazzolina a cui è appartenuta quest’opera. Catalini in riferimento ad una lunga permanenza di Licini a Montefalcone nell’estate del 1922 ricordava: “Di lavori di Osvaldo non posseggo altro che una parte del paese di Montefalcone, che egli, partendo, aveva gettato, non so perché, nella spazzatura. Io la raccolsi e gelosamente la conservai.” Il dipinto in questione è proprio questo, riconoscibile in una foto pubblicata in D. Pupilli, Il Professor Catalini. Vicenda umana e passione democratica di un “piccolo maestro”, in cui è ritratta una parete con sei opere tra dipinti e disegni di Licini appartenuti alla famiglia Catalini, esposti in una piccola mostra a Grottazzolina il 29 settembre 1969.

 

natura-morta

 

Altro genere molto trattato da Licini negli anni Venti è la natura morta: quella esposta è del 1921, di grande formato, una delle piu belle per l’equilibrio compositivo e l’accordo cromatico.

 

amalassunta-con-aureola-rossa

 

L’Amalassunta con aureola rossa del 1946 è tra le più note del corpus liciniano. “Amalassunta è la Luna nostra bella, garantita d’argento per l’eternità, personificata in poche parole, amica di ogni cuore un poco stanco” scriveva Licini a Marchiri nel 1950.

 

personaggio

 

Il Personaggio, appeso sulla falce di luna ed errante nell’azzurro è del 1945. Secondo quanto scrive Nanny nel suo diario c’è un’identificazione tra l’artista e la figura fantastica qui rappresentata: “quel misterioso personaggio che vola sulla falcetta della luna, quel personaggio che eri tu, mio caro amato, tu il mio cuore e la mia vita”.