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Osvaldo Licini la stagione figurativa

Monte Vidon Corrado
Osvaldo Licini da Monte Vidon Corrado.
La stagione figurativa, il rapporto con il territorio marchigiano
18 aprile - 4 novembre 2008

 

A cinquant’anni dalla scomparsa di Osvaldo Licini, l’opera dell’artista marchigiano è stata riproposta all’attenzione del pubblico attraverso la mostra pittorica e fotografico-documentaria Osvaldo Licini da Monte Vidon Corrado. La stagione figurativa, il rapporto con il territorio marchigiano, che ha focalizzato l’attenzione su Licini uomo prima che sull’artista, sul contesto storico, sociale, economico, culturale in cui si è formato e vissuto.
La mostra, ospitata nel vecchio borgo medievale che domina le valli intorno, era articolata in due sedi espositive: i locali del Centro Studi e la casa del pittore che si affaccia sulla piazzetta del comune.

 

Il Centro Studi Osvaldo Licini
Nel centro storico di Monte Vidon Corrado, presso i locali del Centro Studi Osvaldo Licini, sono stati esposti 21 dipinti del periodo figurativo, nei quali era evidente il rapporto indissolubile con il territorio marchigiano e echi dell’esperienza francese. Si trattava di opere visibilmente influenzate dall’arte impressionista, espressionista, da Cézanne, Van Gogh e Matisse: paesaggi collinari, marine della Costa Azzurra, ritratti di amici, di una fanciulla amata, di conoscenti e nature morte con oggetti del proprio quotidiano. Oltre alle opere pittoriche, parte integrante dell’esposizione era costituita dalla collezione permanente di sessantatre carte, in cui si fondono disegni, bozzetti con scritti, annotazioni, poesie dell’artista.

 

La casa
Sul punto più alto della collina antica, nel centro storico di Monte Vidon Corrado, si trova la dimora di Osvaldo Licini, altra sede espositiva. Entrando nelle stanze si respira la dimensione esistenziale dell’artista, insignito del Gran Premio della Biennale nel 1958, anno della sua morte. In occasione della mostra sono state allestite alcune stanze con il mobilio donato da Caterina Celi Hellström: la camera da letto, decorata in stile costruttivista con un’ “Archipittura” da Licini - unica pittura murale che si conosca dell’artista insieme a quella dipinta sul soffitto del vano scale, pare per coprire le crepe provocate dal sisma del 1943 - lo studio e la suggestiva cantina con volte in laterizio. Guardando oltre i vetri delle stanze al piano superiore è possibile sperimentare la forza evocativa delle dolci colline e all’orizzonte i Sibillini, con quell’immenso spazio celeste che è stato costante motivo di ispirazione per il pittore marchigiano.
Le pareti della casa in occasione della mostra hanno ospitato fotografie, molte inedite, dell’artista; una sezione è stata dedicata al fondo di fotografie di NinoRicci il cui tema è un incontro tra Nino Ricci, Licini, Umbro Apollonio e altri ad Ascoli Piceno nel 1958. Un’altra sezione, intitolata “Osvaldo Licini. Rivisitazione ambientale” è stata dedicata alle immagini della casa colte da Alfredo Cifani quando questa è stata riaperta, prima di essere pulita, con tutto il fascino della polvere e del disordine tra le cose, segno della sedimentazione del tempo.

 

Comitato scientifico:
Luigi Dania, presidente onorario
Maria Vittoria Marini Clarelli
Stefano Papetti
Elena Pontiggia
Daniela Simoni
Enrica Torelli Landini

 

Curatrici della mostra:
Elena Pontiggia, Accademia di Brera
Daniela Simoni, Direttore del Centro Studi Osvaldo Licini
Enrica Torelli Landini, Università della Tuscia, Viterbo

 

Curatrici del catalogo:
Elena Pontiggia
Enrica Torelli Landini

 

Allestimento:
Sandro Polci, direttore del Festival Saggi Paesaggi